CONVEGNO DI STUDI – BARLETTA, 27/9/2019 – CASTELLO SVEVO

 

  • Seduta “ante meridiem”:

Ore 9.30: Accreditamenti stampa ed ospiti

“    10.00: Saluti del Sindaco di Barletta, Dott. Cosimo Damiano Cannito

“    10.15: Saluti di autorità ecclesiastiche e statali

“    10.30: I Sessione “Tutela ambientale e valorizzazione della biodiversità, del patrimonio naturale, culturale e artistico, un Progetto complessivo e organico.

Introduzione del Dott. Michele Marino, Dirigente generale Presidenza Consiglio Ministri,  Presidente del Consorzio Sviluppo sostenibile Valle dell’Ofanto

Ore 10.45: Intervento del Prof. Vito Felice Uricchio, Direttore CNR-IRSA

“    11.05:           “           “  Prof. Michele Muccini, Presidente Tecnopolo Bologna CNR

“    11.25:           “          in rappresentanza di ARPA Puglia

“    11.45:           “         dell’arch. Giovanni Selano, paesaggista

Ore 12.00: II Sessione “Mobilità dolce e turismo sostenibile o responsabile: culturale o agrituristico, montano e collinare (trekking, a cavallo, ecc.), balneo-termale, ecologico (cicloturistico e pedonale).

Introduzione dell’Ing. Roberto Greco, Portavoce di Co. Mo.Do. e Presidente “Mediterranean Pearls” Catania

Ore 12.20: Dott. Vito Palumbo, Direttore Comunicazione A.Q.P., sulla Ciclo-via dell’acquedotto pugliese

“    12.40: Dott. Francesco Ventola, Consigliere Regione Puglia, sulle Ferrovie storiche o “dimenticate”

  • Seduta “post meridiem”:

Ore 15.30: III Sessione “Dieci anni dopo il Patto Val d’Ofanto: Marchio identitario dei borghi rurali, dei siti archeologici, dei castelli, dei prodotti agroalimentari e degli itinerari ciclabili e pedonali della Valle.

Introduzione dell’Arch. Mauro Iacoviello, Direttore dell’Ente Parco naturale regionale fiume Ofanto

Ore 15.50: Esponente Associazioni di categoria

“    16.05: Rappresentante primaria industria energia “green” o mezzi locomozione sostenibili

“    16.20: Esponente Consiglio nazionale Agronomi

Ore 16.40: IV Sessione “Strumenti, misure e risorse disponibili a sostegno dello sviluppo sostenibile del Parco fluviale dell’Ofanto (c. km. 200) che attraversa tre regioni, quattro province e 51 comuni del Mezzogiorno.

Introduce il Dott. Michele Marino, Presidente del Consorzio “Pro Ofanto”

Ministri di competenza, Presidenti delle Regioni e delle Province, debitamente invitati.

Ore 18.30: Conclusione dei lavori.

 

 

Il percorso del fiume Ofanto, l’unico della Puglia ed il II del Sud Italia, ha una grande rilevanza non solo idro-geografica e naturalistica, bensì storica e culturale. Basti pensare alla Battaglia di Canne (216 a. C.), alla Via Traiana e Canusium, ai castelli federiciani e svevi, alle Costituzioni di Melfi o Liber augustalis, alla Disfida di Barletta e di Cerignola ( di cui le Fosse granarie), ai siti archeologici di Canosa di Puglia, Avellino (Aeclanum), Ascoli Satriano (il Grifo, attualmente in mostra al Quirinale), Trinitapoli (antica Salpi), Venosa (città di Orazio Flacco), al Parco lucano di Melfi; oppure ai numerosi personaggi storici che hanno contraddistinto pagine indelebili del nostro  progresso civile, culturale ed artistico: da F. De Sanctis (da cui Morra De Sanctis, già Irpina), colonna della letteratura italiana, a F. S. Nitti, il più grande statista del Mezzogiorno, G. Fortunato, senior e junior, di Rionero in Vulture, ai politici di Cerignola: G. Pavoncelli, fondatore dell’Acquedotto pugliese, G. Di Vittorio il sindacalista per eccellenza, e G. Tatarella “il ministro dell’armonia”, Pietro P. Mennea, il più grande velocista (non di colore) di tutti i tempi, G. De Nittis,”Légion d’honneur” riconosciuto a livello mondiale anche per i paesaggi ofantini. E così via…

La Valle dell’Ofanto attende da tempo immemorabile una sua adeguata valorizzazione e quindi un’idonea promozione dell’immagine identitaria di un territorio vasto, variegato e sostanzialmente incontaminato, nonostante una considerevole antropizzazione del territorio: il progetto dello sviluppo sostenibile sarà oggetto di una maggiore conoscenza e diffusione della sua bellezza, a condizione che i soggetti/attori si rendano consapevoli e corresponsabili di questa affascinante “impresa” che val la pena sostenere per consegnare alle giovani generazioni un patrimonio salvaguardato e fonte di sano “sfruttamento”, creatività e coesione.

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