“Una legge per l’istituzione del Parco naturale nazionale del fiume Ofanto”. Sabato, 6 novembre 2021
- Parte generale.
L’incontro odierno, promosso meritoriamente dal senatore Quarto che ringraziamo e salutiamo, insieme agli altri ospiti, è perfettamente in linea di continuità e sulla falsariga del nostro convegno del 4 ott. ‘19 su “Creare sviluppo sostenibile come antidoto allo spopolamento giovanile …”, nel corso del quale non avemmo il piacere di ascoltare il firmatario del disegno di legge appena presentato.
Come condiviso dai senatori Dario Damiani e Assunta C. Messina in detta occasione “l’elevazione del Parco naturale regionale del fiume Ofanto a Parco nazionale” (o interregionale), secondo quanto previsto dall’art. 2 dello Statuto consortile, sottoscritto il 29/8/’2011, frutto della coesione di un gruppo di professionisti che volevano cambiare il mondo …, soprattutto barlettani e cerignolani tra cui il prof. Delli Santi.
Il metodo di lavoro o meglio di collaborazione a tutto campo che si suppone e propone come necessario per poter raggiungere il traguardo dell’approvazione definitiva della legge “ad hoc” è il seguente: un’attività di lobbying sia a livello territoriale inter-associativo, sia politico-istituzionale condividendo i presupposti, le motivazioni e le finalità della politica ambientale, socio-culturale e di sviluppo sostenibile cui il ddl in questione si ispira. E sotto tale profilo appare ovvio che dovrà esserci la volontà comune di apportare anche talune modifiche migliorative, tra cui probabilmente il titolo stesso che potrebbe essere “Istituzione del Parco naturale interregionale …” al fine di superare eventuali obiezioni inerenti la copertura finanziaria a carico del bilancio statale (Ministero della Transizione ecologica).
Quindi si ritiene necessario mettere da parte e da subito ogni campanilismo o protagonismo, le tante divisioni o peggio contrapposizioni tra categorie (una per tutte, tra agricoltori, cacciatori ed ecologisti) e l’incomunicabilità tra province (ad es. Foggia e BAT), amministrazioni comunali ed ovviamente tra le tre regioni; oppure tra parlamentari appartenenti a partiti differenti e di un opposto schieramento, la qual cosa sarebbe particolarmente sciocca e deleteria nella fase attuale.
Positivamente, invece, si auspica il dialogo tra tutti i “soggetti attori”, così come si sta facendo da alcuni mesi con Slow Ofanto, confrontandosi e nondimeno assumendosi ciascuno la propria responsabilità verso quella costituenda “comunità valligiana” senza steccati, né pregiudizi, bensì con una visione ed un senso di compartecipazione piena, unitaria e democratica in un processo di condivisione e crescita che potrà, infine, confluire verso traguardi ardui ed oggidì insperati dai più, guardando ad esempi importanti di “buone prassi”, come il Tevere o la Valle della Loira che ci insegnano molto sotto vari aspetti, non ultimo quelli della tutela del paesaggio e del suolo (seriamente compromessi sulla sponda nord – Provincia di Foggia), e della valorizzazione delle produzioni agroalimentari tipiche e di qualità, nonché turistica e del patrimonio storico.
Il presidente – Michele Marino
- Parte seconda, turistico-culturale.
N.B. Si rende opportuno segnalare l’importanza qualitativa e quantitativa dei rapporti privilegiati con : C.N.R., Università di Foggia, Società Dante Alighieri, Accademia pugliese delle scienze, Comune di Cerignola (socio consortile dal 2011);
Ed i protocolli d’intesa con: Fondazione Sistema Irpinia (ente strumentale Prov. Avellino), Fondazione archeologica canosina, SIMTUR (Soc. it. Mobilità Turismo lento), SIMA (Soc. it. Medicina ambientale), Associazioni “Ruota libera Bari”, UNESCO Club Cerignola, “Fondazione Giuseppe Pavoncelli”, oltre al socio fondatore Rotary Castel Del Monte – Andria.

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