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Progetti realizzati e in corso - Consorzio per lo sviluppo sostenibile Valle dell’Ofanto
Viaggio storico, letterario, artistico e naturalistico lungo la valle dell’Ofanto alla (ri)scoperta dei personaggi e dei luoghi del Mezzogiorno d’Italia che hanno scritto pagine indelebili della storia patria
 
Il Progetto si presenta complessivamente come un mirabile e inaspettato viaggio storico, letterario, geografico ed anche virtuale (telematico) in cui si intende promuovere, conoscere, proporre la conoscenza di un territorio vasto e completo, sia sotto l’aspetto morfologico, sia per quello dei beni storici e archeologici -  e valorizzare un volto inedito dell’orgoglio e del profondo spirito patrio, attraverso il ricordo e la rivisitazione delle maggiori personalità che ebbero i natali o che vissero un periodo importante della propria esistenza nelle città e nei paesi della valle dell’Ofanto, per poi andare a formarsi e partecipare  alla vita politica, culturale e artistica della nazione; non ultimo scopo è quello di riqualificare, finalmente, il paesaggio naturale e storico-artistico e l’immagine, spesso distorta o incompiuta, di un contesto “geopolitico” del Mezzogiorno, caratterizzato da un proprio genius loci all’interno dello scenario nazionale, che trova la sua forza creativa e ricostruttiva dalla capacità intellettiva e dalle inesauribili energie di una civiltà contadina che ha sempre, ciclicamente resistito alle dominazioni ed alle oppressioni offrendo il proprio, generoso contributo per il progresso civile e culturale della Nazione.
Le fertili terre e le operose genti della Valle del fiume Ofanto – descritto in modo inusuale dal poeta Orazio come ‘l’Aufidus tauriformis volvitu”, fiume dal corso tumultuoso – vantano personaggi di spicco per cultura, morale e spirito di appartenenza che oggi appare doveroso ed utile rievocare adeguatamente, oltre a quella mitica figura storica del Puer Apuliae che è Federico II di Svevia, il quale edificò i magnifici castelli nel territorio della Valle ofantina da lui prediletta.
Un primo evento, che può considerarsi  come una sorta di scintilla rispetto all’attuale idea progettuale, è stato il Convegno di studi  storici sulla questione meridionale: “Francesco Saverio Nitti e Giustino Fortunato: due grandi personalità, un solo Progetto” ( Melfi, il I Giugno 2011), promosso dall’Amministrazione comunale di Melfi in collaborazione con A.S.S.TR.A.I. – soggetto promotore del Consorzio Pro Ofanto -  e con i  maggiori patrocini istituzionali, nel corso del quale veniva conferito il Premio di Rappresentanza del Presidente della Repubblica Italiana al Presidente pro tempore della Regione Basilicata.
Il progetto culturale si prefigge, dunque, l’obiettivo ambizioso e importante di (ri)collocare le quattro province bagnate dal fiume (Avellino, Potenza, Foggia e Barletta), facenti parte di tre regioni, Campania, Basilicata e Puglia, del Mezzogiorno del nostro paese e, nel loro complesso, la storica  questione meridionale al centro dell’attenzione dell’istruzione nazionale, non che degli studi accademici, ed ovviamente dei giovani residenti nella Valle dell’Ofanto, anche attraverso una campagna mass-mediologica e di promozione turistico-culturale, in grado di attrarre un cospicuo flusso di incoming, idoneo a favorire uno sviluppo sostenibile e occupazionale per le giovani generazioni, guardando all’Ofanto con i suoi magici castelli, federiciani e longobardi, le austere cattedrali ed i misteriosi reperti archeologici come ad un unico fulcro di aggregazione di un paesaggio nuovo, alias inedito, e antichissimo nel contempo.
 
“Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani” è la frase storica, comunemente attribuita al Marchese d’Azeglio, cittadino onorario di Barletta, autore dell’opera letteraria Ettore Fieramosca, nobile condottiero nella Disfida, frase che ispira e interpreta sinteticamente le finalità di riscatto per una valle, tanto poco conosciuta, ma tanto amata specialmente da chi dovette migrare in altre regioni d’Italia e d’Europa, come l’artista De Nittis che la immortalò splendidamente.
Gl’italiani hanno voluto fare un’Italia nuova, e loro rimanere gl’italiani vecchi di prima, colle dappocaggini e le miserie morali che furono “ab antico” la loro rovina;… pensano a riformare l’Italia, e nessuno s’accorge che per riuscirci bisogna, prima, che si riformino loro. Massimo Taparelli d’Azeglio, il quale si guadagnò un elogio, da parte del “conterraneo ofantino” Francesco De Sanctis, per la sua attitudine ad “un certo amabile folleggiare.. pieno di buon umore”.
Da questi spunti letterari ed altrettanto inediti episodi di vita pubblica e aneddoti di vita privata trarrà i propri contenuti e finalità “nobili” il presente progetto, al quale potranno partecipare ogni genere di studiosi, accademici e ricercatori, che vorranno sposare la causa della valorizzazione e della confluenza di idee sul Fiume e intorno ai personaggi ed ai luoghi, più o meno noti della nostra, amata Valle, tenendo presente temporalmente una linea “maginot” che va, virtualmente, da:
Giuseppe De Nittis, pittore di fama internazionale, e Massimo d’Azeglio, statista patriota, pittore e scrittore, a Pietro P. Mennea, atleta primatista mondiale, politico e scrittore, passando per Pietro Mascagni (cittadino onorario di Cerignola), Francesco S. Nitti, Giustino Fortunato, Giuseppe Pavoncelli, Giuseppe Tortora, Giuseppe Di Vittorio, Giuseppe Solvimene, Nicola Cilenti, Enzo De Muro Lomanto, Giacomo E. E. Di Chirico, et cetera.
Il Progetto è destinato, sia quale fattore di cultura e diffusione della storia e delle tradizioni locali, sia come veicolo di socializzazione tra le giovani generazioni a:
- studenti universitari delle facoltà di indirizzo storico, letterario e sociologico,
- delle scuole medie superiori (verosimilmente dell’ultimo anno),
- giovani aderenti ad associazioni culturali (Pro loco, Italia Nostra, F.A.I., Rotaract, ecc.).
 
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